«Sulla Ztl posticipata alle 23 proteste strumentali»
Il consiglio del I municipio, nella seduta del consiglio del municipio Roma Centro Storico, ha approvato, ieri mattina, con 12 voti favorevoli e 8 contrari la mozione, presentata dal Partito democratico e dagli altri partiti della maggioranza, che chiede al sindaco la revoca della delibera sperimentale sulla Ztl. «La maggioranza di centro sinistra ha dimostrato la demagogia della protesta nei confronti dello spostamento di orario della Ztl dalle 21 alle 23, bocciando una mozione della Pdl che chiedeva maggiori controlli dei vigili urbani e il coinvolgimento delle associazioni dei residenti e operatori per la valutazione del provvedimento nella costituenda tavola rotonda del centro storico presso il delegato del sindaco Dino Gasperini», hanno affermato il capogruppo del Pdl al municipio Roma Centro Storico Stefano Tozzi e il consigliere comunale componente commissione Sicurezza Federico Mollicone. «Questa presa d’atto dimostra l’ipocrisia della maggioranza di centro sinistra – continuano i due esponenti del Pdl – che ha annunciato picchetti di fronte l’accesso di via Zanardelli in quanto, come riconosciuto dagli stessi in Consiglio, il problema non è se l’orario, come tra l’altro era fino al 2007, rimarrà alle 23, ma se per la prima volta, visti i fallimenti delle giunte Rutelli e Veltroni, i residenti vedranno tutelato il loro inalienabile diritto alla qualità della vita e al riposo anche grazie a più controlli».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=277222
Pianta di marijuana in casa: arrestati
Coltivavano marijuana nel soggiorno di casa. Per questo motivo due italiani sono stati arrestati l’altra notte con l’accusa di detenzione e coltivazione di sostanze stupefacenti. Luca L., 25 anni, e Nicola F. 41enne sono stati prima fermati da una volante che ha trovato nella loro auto, ferma in città, in via Valtellina, alcune dosi di cocaina. Poi, dopo una perquisizione nelle loro abitazioni, a Lentate sul Seveso, i due sono stati tratti in arresto perché nel soggiorno di casa la polizia ha trovato, oltre ad alcuni dosi di stupefacenti, quattro piante di marijuana.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275992
AI LETTORI
La pagina «La capitale del gusto» è curata da Andrea Cuomo.Per pareri e segnalazioni scrivete all’indirizzo mail andrea.cuomo@ilgiornale.it
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276032
Chi è Ottaviano Del Turco
L’Aquila – Ottaviano Del Turco, ex ministro
delle Finanze, nelle elezioni regionali del 3 e 4 aprile 2005
viene eletto presidente della Regione Abruzzo, per la
coalizione dell’Unione con il 58,1% dei voti, e lascia
l’incarico di Strasburgo.
Dopo il diploma di licenza media
inferiore emigra a Roma ed inizia il suo apprendistato
sindacale nella sede romana dell’Istituto nazionale confederale
di assistenza (Inca).
Come sindacalista di area Psi, entra a far parte della
segreteria provinciale della Fiom di Roma e quindi
approfondisce la sua conoscenza del sindacato dei
Metalmeccanici entrando a far parte dell’ufficio di
organizzazione centrale della Fiom (Federazione operai
Metalmeccanici) della Cgil (1968). Prosegue la carriera
sindacale prima guidando per molto tempo la corrente socialista
della Cgil e successivamente diventando segretario aggiunto
durante la segreteria di Luciano Lama (1970-1986).
Nel 1992
lascia il sindacato e un anno dopo diventa segretario nazionale
del PSI subentrando a Giorgio Benvenuto, che aveva
provvisoriamente sostituito Craxi al momento dell’uscita di
quest’ultimo dalla vita politica italiana. Il partito,
sconvolto dall’inchiesta Mani pulite, durante la sua segreteria
si sfalda, diventando prima SI (Socialisti Italiani) e poi Sdi
(Socialisti Democratici Italiani). Con quest’ultimo movimento,
nel 1994 Del Turco viene eletto alla Camera (XII legislatura)
nel collegio elettorale di San Lazzaro di Savena e viene
nominato vicepresidente della Commissione Affari Esteri; nella
successiva legislatura viene eletto al Senato nel collegio di
Grosseto per L’Ulivo.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276048
Se Valverde vede sangue
A metà corsa l’australiano Cadel Evans finisce a terra con il compagno di squadra Brandt. Lo scivolone in discesa dopo il Col de Buret (escorizioni al gomito, alla spalla e al ginocchio sinistro) non impedisce al canguro di rientrare, ma la maschera di sofferenza di Cadel non promette niente di buono. In corsa è seguito come un’ombra dai suoi fedelissimi compagni di squadra, ma è tenuto d’occhio anche da uno che noi è da giorni che non perdiamo di vista: Alejandro Valverde. Sa che l’australiano è sicuramente l’uomo da battere: è fortissimo a cronometro, è altrettanto forte in salita. Il corridore murciano però si distingue per «fair-play»: in corsa affianca Evas e si accerta sul suo stato di salute. «Mi sono fatto una bella pelata, sono tutto pieno di sangue…». Alla parola sangue, «Valv-Piti» Valverde ha una reazione immediata e rapidamente se ne va.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275962
La sua tele-rivoluzione: portò il pubblico sul palco
Se vale quella vecchia battuta di Marcello Marchesi: «L’importante è che la morte ci colga vivi», Gianfranco Funari l’ha interpretata fino in fondo, al meglio delle sue possibilità. Pieno com’era di passionale vitalità sino all’ultimo, di accensioni umorali disordinate e a volte rabbiose, di esternazioni arrembanti, incazzature ciclopiche seguite da momenti di calma apparente. Sempre sopra le righe, spesso scomodo per se stesso e per la sua salute prima ancora che per un sistema televisivo che dapprima lo ha eletto a rappresentante ideale del «parla come mangi» e poi emarginato non appena il perfetto esempio di «animale televisivo» aveva voluto allargarsi troppo invadendo i territori del giornalismo politico e diventando ingestibile. Un aggettivo che oggi, più di ogni altro, segna il confine tra chi può stare al centro del palcoscenico mediatico e chi deve invece accontentarsi delle periferie. La biografia di Gianfranco Funari è un inno alla vita esagerata: rappresentante di commercio, poi croupier, quindi cabarettista che si fa le ossa al mitico Derby di Milano, quindi il grande salto televisivo grazie a Telemontecarlo dove inizia nel 1980 con Torti in faccia e un anno dopo con il più fortunato Aboccaperta che sarà poi portato su Raidue nel 1984. È una trasmissione innovativa per l’Italia, perché introduce l’idea che tutti possano parlare di tutto, dibattendo da due tribune contrapposte e battibeccanti.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275686
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