Ifi, gli Agnelli rilevano da Amber il 6,1% Esborso: 130 milioni
Cambia la geografia azionaria a monte del gruppo Fiat. Dopo alcuni anni, la famiglia Agnelli è tornata a stringere la presa su Ifi, la cassaforte cui fa capo tramite Ifil il 30% del Lingotto, rilevando un pacchetto del 6,13% finora nelle mani del fondo speculativo Amber. Il riassetto, anticipato da Repubblica, è avvenuto all’inizio della settimana tramite alcuni passaggi sul mercato dei blocchi per un totale di 10 milioni di azioni: 13 euro il prezzo di acquisto per un esborso complessivo pari a 130 milioni per gli Agnelli. Malgrado sembri essere stata di Amber l’iniziativa di liquidare il pacchetto, in questo modo gli Agnelli, che già detengono l’intero capitale ordinario di Ifi, hanno spinto al 13% la propria partecipazione sulle azioni privilegiate (le uniche quotate in Piazza Affari). La mossa ha, quindi, alimentato le scommesse degli operatori per un più vasto riassetto della galassia (13,51 euro la chiusura di Ifi in Borsa venerdì scorso) che però al momento non pare essere nei progetti del presidente Gianluigi Gabetti che risulta inoltre non aver ancora terminato il proprio periodo di vacanza. In ogni caso non sarebbe all’ordine del giorno dei consigli di amministrazione di Ifi e di Ifil in calendario la prossima settimana per approvare i risultati semestrali.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=285349
Giampaolo l’allenatore della mente
Attenzione alle parole. «Si gioca col corpo, si vince con la mente». Maccarone alza lo sguardo e legge. Il cartello è scritto a pennarello sulla parete di fronte ai lettini per i massaggi del Siena. Sei postazioni, sei messaggi. Cambiano ogni giorno. Scrive Marco Giampaolo, la mattina. Letto? Letto. Non si fanno domande, non si chiedono consigli, non si accettano risate. Bisogna leggere e non commentare. Per Giampaolo vale più di una lavagna e più di una messa cantata negli spogliatoi. Non più di uno schema. Perché Marco è un altro fissato del modulo, dei pallini che si muovono sul campo senza nome. Sacchiano, Zemaniano, Sonzognano, preferisce lui. «A 24 anni se qualcuno mi avesse detto smetti di giocare e comincia a fare l’allenatore, l’avrei fatto subito. Io già vedevo le esercitazioni in un’ottica diversa, quella di chi un giorno avrebbe potuto utilizzarle con il suo gruppo». Fare l’allenatore può essere un ripiego, oppure l’unica strada per chi non conosce altro che il pallone. Per Giampaolo è stato un richiamo che l’ha portato a smettere di giocare a neanche trent’anni. Ha avuto mister che l’hanno contagiato, il resto l’ha fatto lui, che ha preso la parte del cervello che aveva immagazzinato i movimenti visti da guardalinee e li ha tirati fuori: «L’uomo che mi ha cambiato la vita è stato Sonzogni. Era ed è un sacchiano convinto, abile a mettere in campo la squadra e grande studioso del calcio.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=285380
Roma è un labirinto in bianco e nero
L’ultimo volume di Mimmo Jodice è un’antologia di scatti recenti dedicati a Roma (Johan & Levi Editore, pagg. 191, euro 80), dove lo sguardo di un poeta dell’immagine indaga pregi e incongruenze architettoniche svelando le dinamiche dell’urbanizzazione. Dai Fori Imperiali ai sobborghi, da San Pietro alla Stazione Termini, dall’Eur alle Mura Aureliane ai cavalcavia desolati, a dominare è il silenzio. Muovendosi come in un labirinto, Jodice regala bianchi e neri dove la figura umana è inesistente o appena accennata. A ricordarci un luogo che ha attraversato la storia stratificando stili e memorie, pieno di racconti affidati alle pietre che emergono dal fondo come le colonne metafisiche dei dipinti di De Chirico.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=285353
Arabia Saudita, donna trovata
Riad – Gli uomini della polizia religiosa saudita hanno arrestato ieri pomeriggio una donna di 47
anni nella regione di Qatif perché trovata alla guida di un’auto. Secondo quanto riferisce oggi
il giornale saudita “Okaz”, gli agenti dell’Ente per la promozione della virtù e la proibizione del
vizio sono riusciti a individuare la donna alla guida della vettura solo grazie l’aiuto di alcuni
uomini che hanno denunciato la sua presenza. La donna è stata poi rilasciata su cauzione
grazie all’intervento dei suoi familiari e ora sarà sottoposta a processo.
Pur non essendoci una legge che vieti alle donne di guidare l’auto, il clero wahhabita ha di
fatto vietato alle donne, con una fatwa, la guida delle automobili e per questo è la polizia
religiosa quella più attenta a che il divieto venga rispettato.
Intanto c’è attesa per il prossimo 23 settembre, giorno di Festa nazionale in Arabia saudita,
quando un gruppo di attiviste dei diritti civili invierà al governo un appello affinchè sia
restituito alle donne il diritto di guidare l’automobile. Lo reso noto nei giorni scorsi il
quotidiano saudita “Arab News”.
Nel documento a firma dell’Ente per la tutela e lo sviluppo dei diritti delle donne (Spsdd) le
firmatarie chiedono che le “saudite possano riottenere la possibilità di guidare, come accade
in tutti gli altri Paesi islamici” e quindi di poter godere “di un diritto che era accordato alle
nostre madri e nonne e che è stato successivamente annullato”.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=282863
Quella dei fornelli è una vera arte
VERO MA… Vale la regola aurea della letteratura: perché diventi un’arte l’autore dev’essere «grande». Resta però un problema: anche i capolavori dei migliori chef non durano nel tempo. Impossibile lasciare ai posteri «l’ardua sentenza».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=282308
I rom sgomberati si aprono il loro camping
I rom di Desio sfidano il sindaco anti zingari. La loro idea è di costruire un campeggio sul suolo che hanno regolarmente acquistato e pagato. Una struttura turistica su misura, sulla quale vivere in modo stabile.Il primo cittadino Giampiero Mariani insorge: «È un progetto assurdo, il piano regolatore non prevede alcun campeggio. Se necessario, sono disposto a ricorrere al prefetto».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=282325
Al ristorante conta soprattutto il cibo
FALSO. Il piatto più prelibato e magnificamente decorato non vale il «feeling», le sensazioni evocate da atmosfere ad hoc. È questa la chiave per conquistare il cuore dei clienti. Con buona pace degli chef.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=282304
Pallanuoto, il genovese Malara cala il Settebello a Pechino
Per Paolo Malara, c.t. del Settebello, sono giorni di passione. I Giochi di Pechino sono alle porte, un capitolo importante e sotto certi aspetti magico, forse il più significativo e gratificante della sua lunga carriera sportiva, prima da giocatore (scudetti e trionfi in Europa nelle file del Pescara) e ora come tecnico, senza dimenticare il lungo capitolo francese con una copiosa serie di vittorie alla guida del Nizza. Prima di lui, sulla panchina azzurra, Ratko Rudic, Campagna, De Crescenzo e Formiconi. Mostri sacri della pallanuoto italiana, e non solo. Ma l’ultima medaglia olimpica risale ad Atlanta 1996, Giochi del centenario: bronzo indimenticabile, strappato all’Ungheria in una finale mozzafiato.Ora tocca a lui, a Paolo Malara, «Pilo» per gli amici, genovese classe 1960, cresciuto sportivamente nelle fila della Sportiva Sturla. Il Settebello che va a Pechino è figlio della sua coerenza. Manca, ahinoi, Francesco Postiglione, che ci sarà in veste di commentatore Rai a fianco di Fabrizio Failla, rispetto ai tredici che hanno staccato il pass ad Oradea. Al suo posto Valentino Gallo. Il giovane mancino del Posillipo negli ultimi mesi ha convinto il c.t. con una crescita costante, un passo verso il futuro. L’avventura è cominciata. Vediamo come.A pochi passi dall’Olimpiade e dopo il quinto posto all’Europeo, qual è lo stato di salute del Settebello?«Sono contento di quanto abbiamo fatto. È normale sperare di fare sempre meglio.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280272
Dopato anche il campione italiano dei dilettanti
La mamma degli imbecilli è sempre incinta e nel ciclismo non c’è il pericolo di natalità zero. Si allunga la lista dei ciclisti italiani coinvolti nell’uso di sostanze illecite. Non passa giorno che qualcuno non finisca dentro la rete dell’antidoping. Se da una parte la notizia è da accogliere con moderata soddisfazione, perché è la dimostrazione chiara e tangibile che almeno nel ciclismo i controlli funzionano, dall’altra non si può certo stare allegri perché a questa piaga sembra non esserci fine, alla faccia di chi si ostina a sostenere che è un problema marginale e che riguarda una piccolissima parte del gruppo. Gli stessi che per altro vedono medie più base e la fatica dipinta sui volti di corridori che poi regolarmente finiscono per farsi trovare con le mani nella marmellata. Chi sostiene queste cose, al pari dei corridori dopati, dimostra di non aver capito niente.Paolo Bossoni e Giovanni Carini, campione italiano dei dilettanti categoria Elite, sono risultati entrambi positivi all’Epo ricombinato. Bossoni, parmense, 32 anni (6 vittorie in carriera), compagno di squadra di Damiano Cunego alla Lampre, nonché cugino di Nicola Berti, è stato immediatamente sospeso dalla sua squadra, che lo aveva iscritto alla Clasica di San Sebastian in programma domani. Il 32enne corridore di San Secondo Parmense è risultato positivo ad un controllo effettuato lo scorso 29 giugno, al termine della gara dei professionisti del campionato italiano (in cui era arrivato sesto).
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280178
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