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Pallanuoto, il genovese Malara cala il Settebello a Pechino

Per Paolo Malara, c.t. del Settebello, sono giorni di passione. I Giochi di Pechino sono alle porte, un capitolo importante e sotto certi aspetti magico, forse il più significativo e gratificante della sua lunga carriera sportiva, prima da giocatore (scudetti e trionfi in Europa nelle file del Pescara) e ora come tecnico, senza dimenticare il lungo capitolo francese con una copiosa serie di vittorie alla guida del Nizza. Prima di lui, sulla panchina azzurra, Ratko Rudic, Campagna, De Crescenzo e Formiconi. Mostri sacri della pallanuoto italiana, e non solo. Ma l’ultima medaglia olimpica risale ad Atlanta 1996, Giochi del centenario: bronzo indimenticabile, strappato all’Ungheria in una finale mozzafiato.Ora tocca a lui, a Paolo Malara, «Pilo» per gli amici, genovese classe 1960, cresciuto sportivamente nelle fila della Sportiva Sturla. Il Settebello che va a Pechino è figlio della sua coerenza. Manca, ahinoi, Francesco Postiglione, che ci sarà in veste di commentatore Rai a fianco di Fabrizio Failla, rispetto ai tredici che hanno staccato il pass ad Oradea. Al suo posto Valentino Gallo. Il giovane mancino del Posillipo negli ultimi mesi ha convinto il c.t. con una crescita costante, un passo verso il futuro. L’avventura è cominciata. Vediamo come.A pochi passi dall’Olimpiade e dopo il quinto posto all’Europeo, qual è lo stato di salute del Settebello?«Sono contento di quanto abbiamo fatto. È normale sperare di fare sempre meglio.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280272

Agosto 1, 2008 Pubblicato da medaigt | usa today news | , , , , , , | Ancora nessun commento.

Dopato anche il campione italiano dei dilettanti

La mamma degli imbecilli è sempre incinta e nel ciclismo non c’è il pericolo di natalità zero. Si allunga la lista dei ciclisti italiani coinvolti nell’uso di sostanze illecite. Non passa giorno che qualcuno non finisca dentro la rete dell’antidoping. Se da una parte la notizia è da accogliere con moderata soddisfazione, perché è la dimostrazione chiara e tangibile che almeno nel ciclismo i controlli funzionano, dall’altra non si può certo stare allegri perché a questa piaga sembra non esserci fine, alla faccia di chi si ostina a sostenere che è un problema marginale e che riguarda una piccolissima parte del gruppo. Gli stessi che per altro vedono medie più base e la fatica dipinta sui volti di corridori che poi regolarmente finiscono per farsi trovare con le mani nella marmellata. Chi sostiene queste cose, al pari dei corridori dopati, dimostra di non aver capito niente.Paolo Bossoni e Giovanni Carini, campione italiano dei dilettanti categoria Elite, sono risultati entrambi positivi all’Epo ricombinato. Bossoni, parmense, 32 anni (6 vittorie in carriera), compagno di squadra di Damiano Cunego alla Lampre, nonché cugino di Nicola Berti, è stato immediatamente sospeso dalla sua squadra, che lo aveva iscritto alla Clasica di San Sebastian in programma domani. Il 32enne corridore di San Secondo Parmense è risultato positivo ad un controllo effettuato lo scorso 29 giugno, al termine della gara dei professionisti del campionato italiano (in cui era arrivato sesto).

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280178

Agosto 1, 2008 Pubblicato da medaigt | bbc news | , , , , , , | Ancora nessun commento.