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Il bluff dei mercati contadini: costano più dei supermercati

Milano – Che strano. Proprio alla Coldiretti, alla gloriosa Federazione dei Coltivatori Diretti, non sanno che «contadino, scarpe grosse e cervello fino». Una lacuna costata cara perché il primo «Farmers market» metropolitano, annunciato in pompa magna assicurando che causa «filiera corta» – ovvero pochi o nessun intermediario commerciale tra il campo e il banco di vendita – lì si risparmiava, s’è rivelato una bufala. Gli avventori vi hanno trovato, infatti, merce così così a prezzi decisamente superiori a quelli praticati nei supermercati. E questo perché il contadino (farmer, per la Coldiretti) mica è fesso: se con «filiera lunga» vendeva al grossista a 100 ciò che al consumatore costava poi 500, con «filiera corta» ha pensato fosse giusto e, perché no, conveniente, vendere direttamente a 500. Anzi, visto che c’era, a 590. In quanto alla qualità, bè, siccome il luogo comune vuole che tutto ciò che è «naturale» sia anche bacato, ammaccato, rachitico, sbocconcellato dagli insetti e pullulante di bruchi, i cervelli fini si sono adeguati: vendendo i prodotti in buone condizioni al grossista e gli scarti ai clienti del «Farmers Market».

Se la gentile clientela del «Farmers Market» fosse stata quella devota ai lardi di Colonnata dello Slow Food, quella che se non è bio meglio morire di fame, quella che delira per i prodotti «equi e solidali» e che s’appresta a vivere con l’intensità dovuta l’annuale kermesse di Terra Madre, i contadini (e la Coldiretti) l’avrebbero fatta franca.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291331

Settembre 18, 2008 Pubblicato da medaigt | latest news | , , , , , , | Ancora nessun commento.

È a Milano la scuola più dura: bocciato uno studente su sei

Anche dopo le prove dei corsi di recupero la scuola milanese conferma il massimo rigore: stando ai dati resi noti ieri dall’ufficio scolastico regionale la percentuale dei bocciati a Milano tra giugno e settembre raggiunge quota 16,5, vale a dire due punti in più rispetto alla media nazionale. Agli scrutini di giugno risultava che al 30 per cento degli studenti era stato imposto di recuperare una o più insufficienze per poter accedere alla classe successiva. E agli esami di riparazione l’8 per cento dei rimandati non ce l’ha fatta e dovrà ripetere la classe. Particolarmente severa la valutazione nelle scuole statali dove la percentuale dei bocciati sale al 9,1, contro il 5,2 delle scuole private paritarie. Un fenomeno che crea qualche difficoltà ai dirigenti scolastici che in questi giorni stanno definendo gli organici. Le bocciature, infatti, fanno scendere il numero degli iscritti per classe, quindi si rende necessario distribuire i «superstiti». Così è ancora da definire il «fabbisogno» di supplenti. Intanto va in Parlamento il caso dello Studium, la scuola paritaria che senza alcun preavviso ha lasciato per strada oltre 200 studenti. La senatrice del Pd Marilena Adamo ha indirizzato un’interrogazione al ministro Mariastella Gelmini: «La vicenda solleva importanti questioni che vanno al di là dei rilievi penali, evidenziando la mancanza di un sistema adeguato di controllo e valutazione delle scuole private.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291409

Settembre 18, 2008 Pubblicato da medaigt | Uncategorized | | Ancora nessun commento.