Giorgia, trans coraggiosa con il dono della voce – Con i nostri occhi
‘Figlio mio, hai una voce d’angelo!’ Così, una umile mamma palermitana dei primi Anni ‘50 salutò la voce d’angelo del figlio adolescente che cantava- ed era lui a cantare, non la radio, scoprì ‘la povera donna’ – una romanza del repertorio di Maria Caniglia. Quel figlio che le dava tante preoccupazioni fin da bambino,perché rifiutava soldatini e pistole e vestiva le bambole delle compagne di scuola. ‘Giorgia, storia di una voce’ è, come recita il sottotitolo, ‘Una storia di transessualismo attraverso una diva dello spettacolo’: ed é un documentario di Gianfranco Mingozzi, che è stato presentato al Festival del Cinema di Roma il 23 ottobre. Come si sa, Mingozzi ha una vocazione per il documentario: che segna il suo esordio , nel 1962, con il Premio del Festival dei Popoli a Firenze, attribuito al ‘La taranta’: versione cinematografica esemplare delle ricerche sul campo e della saggistica meridionale del grande antropologo Ernesto De Martino, con cui il giovane regista collaborava. Ma i documentari di Mingozzi sono anche narrazioni: di personaggi e di epoche. Come questa Giorgia, in arte Giorgia O’ Brien, che si racconta a Gianfranco con una innocenza sapiente – forse una traccia di politeismo si mescola, a livello inconscio, alla sua sensualità siciliana? ‘Non siamo Dei – dice infatti all’amico Gianfranco -’…e nemmeno persone normali, nessuno é normale… Ma io sarei stata molto più felice se avessi potuto amare uomini e donne.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80505
Chi è
Figlio dello scultore Giannino si è laureato al Politecnico di Milano nel ’44. Nel ’56 è tra i fondatori dell’associazione italiana del Disegno industriale. Si occupa della ricostruzione postbellica del Palazzo della Permanente e, tra il ’55 e il ’79, vince 7 premi Compasso d’oro. Numerosi anche i premi vinti alla Triennale. Nel 1968 inizia a insegnare al Politecnico di Torino e poi, dal 1980, anche a Milano. Lo studio in piazza Castello, dove ha lavorato dal ’62 alla sua morte (2002), è oggi un museo.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303091
BERLINO Servillo debutta con Goldoni
Toni Servillo approda per la prima volta a Berlino con la sua Trilogia della villeggiatura, opera di Goldoni da lui riadattata. È la prima tappa internazionale per questa pièce, che viene presentata nell’ambito dell’Autunno Teatrale Italiano di Berlino. «È sicuramente la prima volta che veniamo in un tempio del teatro come il Berliner Ensemble – spiega Servillo pochi minuti prima di entrare in scena – ne sentiamo la responsabilità, l’intima soddisfazione e anche la trepidazione». Goldoni «è un autore che Bertolt Brecht amava – prosegue Servillo – e al quale sarebbe piaciuto molto che questa opera venisse rappresentata oggi proprio in questo teatro, a cui era molto legato». La tournée di Servillo proseguirà in giro per il mondo con tappe a Bucarest, Mosca, Parigi e New York. Nelle prossime settimane a Berlino ci sarà anche una rappresentazione teatrale di Gomorra.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303026
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