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la parola ai lettori

2 SPIONAGGIOIl Garante della privacy,le reti e le banche datiNell’intervista concessa a Stefano Zurlo (Il Giornale, 27 gennaio), Giovanni Aliquò fa affermazioni, sulla presunta «debolezza» del Garante della Privacy nei confronti di consulenti, investigatori privati e «altre figure oblique», che necessitano di qualche precisazione. Secondo il presidente dell’Associazione nazionale funzionari di polizia, il Garante «non si sarebbe accorto per anni di quel che stava succedendo di archivi creati fuori del controllo della legalità». È bene ricordare allora, ad Aliquò e ai lettori, che l’Autorità per la privacy nel giugno 2008, quando ancora non era scoppiato lo scandalo dell’archivio Genchi, ha adottato un provvedimento che pone in capo ai periti e ai consulenti dei magistrati una serie di rigorosi obblighi: nelle informative rese al magistrato il consulente deve inserire solo i dati necessari per adempiere all’incarico ricevuto; deve conservare le informazioni raccolte solo per un periodo determinato; l’eventuale utilizzo incrociato dei dati è consentito solo se chiaramente collegato alle indagini che sono state delegate e se autorizzato dalle singole autorità giudiziarie interessate. Questo dimostra, ove fosse necessario, che l’Autorità è impegnata da anni nella tutela dei cittadini e nella messa in sicurezza delle banche dati, sia sul fronte pubblico (Ced del Dipartimento di Ps e Anagrafe tributaria per primi), sia su quello privato, con particolare riguardo alle società telefoniche, agli «amministratori di sistema», figure essenziali per la sicurezza delle reti aziendali, o appunto agli archivi dei consulenti dei magistrati.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=324864


Gennaio 30, 2009 - Pubblicato da medaigt | great news | , | Ancora nessun commento.

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