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Travolge in auto un bambino e fugge Poi torna per chiedere i danni ai genitori

Treviso Ha investito con l’auto un bambino di nove anni che attraversava la strada ed è scappata, come il peggior pirata della strada, senza prestare soccorso. Poi però ci ha ripensato, ma non perché colta un barlume di resipiscenza, non perché fosse pentita e volesse perlomeno sapere come stava la sua vittima.Dopo aver fermato l’auto si è accorta delle ammaccature provocate dall’impatto con quel povero corpicino e così ha pensato bene di far dietrofront per farsi pagare i danni. Il piccino era già stato portato in ospedale e lei così ha cominciato a chiedere in giro chi fosse il bambino. Fino a che non ha rintracciato i genitori e si è presentata a casa loro: «Dovete pagarmi i danni»- ha esclamato di fronte alla coppia allibita.A rendere nota la vicenda sono stati gli stessi genitori del bambino che hanno presentato una denuncia contro la spavalda e incauta guidatrice. Protagonista una donna di Roncade che, alla guida di una Fiat 600, aveva investito lunedì scorso un bambino di nove anni, sceso poco prima dal bus di una società sportiva. Il ragazzo è stato ricoverato in ospedale per trauma cranico e varie contusioni, fortunatamente non gravi.«L’autista del pullman, che ha assistito alla scena – ha raccontato la madre del ragazzino – non aveva fatto in tempo a memorizzare il numero di targa dell’investitrice la quale, però, circa un’ora dopo, è ritornata sul posto chiedendo informazioni su dove abitasse il piccolo.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=330196

Febbraio 20, 2009 Pubblicato da medaigt | Uncategorized | , , , , , , , , , | Ancora nessun commento.

E ogni giorno una città crea le sue pattuglie

Attentato alla democrazia, deriva fascista, populismo, incitamento alla violenza. Lontano dalla buvette di Montecitorio sulle cosiddette «ronde» si è parlato un po’ meno; e, soprattutto, si è continuato a scendere in strada, disarmati, la notte, in gruppi di tre o più. Qualcuno con una torcia elettrica, qualcun altro con un fischietto. Mentre a Roma ci si accapigliava per definire come e quanto i cittadini possano pattugliare, nel resto del Paese i cittadini semplicemente pattugliavano. Lo facevano prima, probabilmente continueranno a farlo, sicuramente lo hanno fatto di più in quest’ultima settimana, sbugiardando i loro stessi rappresentanti, o superiori, istituzionali e politici.Proprio a partire dalla capitale dove, all’indomani dello stupro della Caffarella, il sindaco Gianni Alemanno sottolineava che «non ci deve essere spazio per chi fa una giustizia fai-da-te o a iniziative come le ronde». Ma sul fronte ronde, quelle vere, non i raid punitivi di criminali esaltati, i romani hanno fatto come credevano. Hanno iniziato per primi due giorni fa i membri dell’associazione «Volontari Valle Aniene», che hanno pattugliato le strade di Guidonia, tristemente famosa per un altro recente stupro di gruppo. A questi si sono aggiunte le socie del comitato capitolino «Donne per la sicurezza»: «Saremo angeli della strada che, riuniti in diversi gruppi, ognuno di cinque donne, gireranno in macchina per segnalare ubriachi e zone pericolose».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=330166

Febbraio 20, 2009 Pubblicato da medaigt | Uncategorized | , , , , , , | Ancora nessun commento.

I genitori di oggi? «Belve» in gabbia secondo la Reza

Parte in sordina come fosse una pacifica conversazione tra due coppie (argomento all’ordine del giorno: una lite tra i rispettivi figli adolescenti con tanto di labbra gonfie e denti spezzatati) e poi, via via che l’incontro procede imboccando la strada del reciproco insulto, esplode come una bomba ad orologeria dalla violenza imprevedibile. A ridursi in detriti è ovviamente quanto di nascosto sedimenta negli animi e nelle relazioni dei quattro emblematici personaggi: valori etici, ideologie politiche, dettami educativi, buone maniere, perbenismo borghese e – soprattutto – esanimi rapporti matrimoniali. Possiede tutte le qualità della migliore commedia di costume Il Dio della carneficina dell’autrice francese Yasmina Reza che, già allestita su diversi palcoscenici europei, sta riscuotendo un grande successo di pubblico all’Argentina. Merito dell’elegante regia di Roberto Andò e merito, tanto più, dell’affiatato pocker di attori in scena: Anna Boniauto e Silvio Orlando (entrambi naturali, convincenti ed estremamente credibili) sono i genitori della vittima; Michela Cescon e Alessio Boni (più esasperati nella loro caratterizzazione ma proprio per questo molto efficaci) quelli dell’aggressore. E se già il testo, un misto di leggerezza e gravità dove non è difficile intercettare echi del grande Moliére, del cinema francese contemporaneo (basti pensare a film cult come Il gusto degli altri), di autori acuti e affilati quali Albee e, per certi versi, Pinter, questo spettacolo ne esalta tanto il godibile meccanismo quanto la luminosa carica di attualità e di verità.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=330303

Febbraio 20, 2009 Pubblicato da medaigt | Uncategorized | , , , , , | Ancora nessun commento.