Eures-Ansa, 90% degli omicidi-suicidi in famiglia
UN OMICIDIO-SUICIDIO OGNI DIECI GIORNI IN ITALIA, quasi mille i morti dal 2000 ad oggi – Sono 340 i casi di omicidio-suicidio registrati in Italia tra il 2000 e il 2008, che hanno prodotto, compresi i responsabili, quasi 1000 vittime.
Ma è il disturbo psichico e mentale del responsabile a spiegare la maggioranza degli eventi, considerato che nel 15,8% dei casi è stata rilevata una vera e propria patologia e nel 16,5% i casi sono stati archiviati come ‘raptus’, ovvero eventi difficilmente spiegabili attraverso segnali forti riferiti alle abitudini di vita e ai comportamenti dei responsabili, precedenti all’evento omicidiario.
AUMENTATI NEL 2008 GLI OMICIDI-SUICIDI: +28% gli eventi (che passano da 25 nel 2007 a 32 nel 2008) e +68% le vittime (da 25 a 42) – Il fenomeno risulta inoltre in forte aumento sia in termini di incidenza sul complesso degli omicidi (passando dal 6,6% dei casi al 9,4%), sia, più in particolare, sugli omicidi in famiglia (dove si concentra la quasi totalità dei casi di omicidio-suicidio); tra questi, infatti, più di un omicidio su cinque nel 2008 (il 21,3%) termina con il suicidio del responsabile (rispetto al 15,9% del 2007).AL NORD IL 60 PER CENTO DEGLI OMICIDI SUICIDI – L’omicidio- suicidio si concentra prevalentemente nelle regioni del Nord Italia, dove è avvenuto il 59,4% degli eventi censiti nel 2008 (pari a 19 casi, a fronte del 48% nel 2007); seguono le regioni del Centro (7 eventi, pari al 21,9%) e quelle del Sud (6 casi, pari al 18,8%).
Sono stati il Veneto e la Toscana a registrare nel 2008 il numero maggiore di casi (5, pari al 15,6%), seguite dalla Lombardia e dalla Puglia (entrambe con 3 casi).
Fonte:
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_1622110495.html
CALCIO: TAS BOCCIA APPELLO MUTU, DOVRA’PAGARE 17 MLN A CHELSEA
Complice il nuovo e discutibile regolamento il sette volte campione del mondo si è dovuto far prestare da un collezionista la monoposto iridata di Iceman pronta per essere scongelata nel bel mezzo di una estate italiana che Schumacher non poteva immaginare così.
Per ora il pilota 40enne dovrà accontentarsi di assaggiare una ‘vecchia’ Ferrari, ma a Maranello è forte la speranza di mettere nelle mani dell’idolo di ieri la macchina di oggi, quella F60 n.3 dell’amico Felipe Massa bloccato a Budapest da una maledetta molla e costretto a chiudere prima del tempo una stagione nata male e finita peggio.
“In Brasile proseguirà la convalescenza e tornerà sui circuiti appena possibile” ha proseguito Altman, indicando di non poter ancora valutare i tempi necessari per la guarigione del pilota 28enne.DAL MONTE, UNICO DUBBIO TENUTA DEL COLLO ACCELERAZIONI “A distanza di questo tempo e con la sua età, il dubbio maggiore sono le accelerazioni laterali che gravano sui muscoli del collo che devono sopportare un peso fino a 35 chili.
Si tratta di questo, perché per me non c’é un dubbio di capacità di guida, non c’é un dubbio di tempi di reazione, né di colpo d’occhio e velocità di risposta”.
Fonte:
http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_1622286414.html
Don Ciotti nella terra di don Diana La madre: “Perché lo infangano?”
Nel podere dove il boss napoletano Michele Zaza, leader del contrabbando di sigarette, allevava i suoi cavalli di razza, un centinaio di scout arrivati da tutta Italia ascolta don Luigi Ciotti che ricorda don Peppe Diana, proprio dove, in suo nome, nascerà una cooperativa per la produzione di mozzarella.
Eccola qui, nelle magliette arancioni con le insegne di Libera, in questo campo estivo dedicato alla legalità, la migliore risposta alle insinuazioni del parlamentare Pdl Gaetano Pecorella, ex avvocato del boss condannato come mandante dell’omicidio di don Diana, che nei giorni scorsi aveva rimesso in dubbio il movente dell’omicidio, ridando fiato a quanti, dopo la morte del sacerdote, avevano cercato di infangarne la memoria.
Jolanda e Gennaro Diana lo accolgono nella loro cucina, la casa è tappezzata di foto di don Peppe, soprattutto di ricordi scout, c’è anche la medaglia d’oro al valor civile firmata nel 1994 dal ministro dell’Interno Maroni con parole chiarissime: ‘Non esitava a schierarsi nella lotta alla camorra, pur consapevole di esporsi a rsichi mortali’.
Una preghiera sulla tomba nel cimitero di Casal di Principe: ‘Siamo venuti qui per sussurrargli che lui vive in ciascuno di noi, che ci accompagna nella faticosa marcia verso la giustizia’.
Fonte:
http://www.unita.it/news/interni/87076/don_ciotti_nella_terra_di_don_diana_la_madre_perch_lo_infangano
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