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Giampaolo l’allenatore della mente

Attenzione alle parole. «Si gioca col corpo, si vince con la mente». Maccarone alza lo sguardo e legge. Il cartello è scritto a pennarello sulla parete di fronte ai lettini per i massaggi del Siena. Sei postazioni, sei messaggi. Cambiano ogni giorno. Scrive Marco Giampaolo, la mattina. Letto? Letto. Non si fanno domande, non si chiedono consigli, non si accettano risate. Bisogna leggere e non commentare. Per Giampaolo vale più di una lavagna e più di una messa cantata negli spogliatoi. Non più di uno schema. Perché Marco è un altro fissato del modulo, dei pallini che si muovono sul campo senza nome. Sacchiano, Zemaniano, Sonzognano, preferisce lui. «A 24 anni se qualcuno mi avesse detto smetti di giocare e comincia a fare l’allenatore, l’avrei fatto subito. Io già vedevo le esercitazioni in un’ottica diversa, quella di chi un giorno avrebbe potuto utilizzarle con il suo gruppo». Fare l’allenatore può essere un ripiego, oppure l’unica strada per chi non conosce altro che il pallone. Per Giampaolo è stato un richiamo che l’ha portato a smettere di giocare a neanche trent’anni. Ha avuto mister che l’hanno contagiato, il resto l’ha fatto lui, che ha preso la parte del cervello che aveva immagazzinato i movimenti visti da guardalinee e li ha tirati fuori: «L’uomo che mi ha cambiato la vita è stato Sonzogni. Era ed è un sacchiano convinto, abile a mettere in campo la squadra e grande studioso del calcio.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=285380

Agosto 24, 2008 Pubblicato da medaigt | news risultato calcio | , , , | Ancora nessun commento.